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Freedom Universe - A Mutants & Masterminds Traditional R.P.G. Campaign

JA slide show
Nov04

Happily Ever After

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Vince Philips & Amy Thirst

a.k.a.

The Fixer & Sgt. Violet

OGGI SPOSI

(14 Giugno 2003) 

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PRIMO PIANO

Accessory Accessory

Gilbert Johnston & Margot Galatia Patascotus

a.k.a.

Swift Wing & Waterfall

OGGI SPOSI

(22 Ottobre 2003) 

Accessory Accessory

PRIMO PIANO

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Nov04

Nuovo Ingresso in Confederazione - Equos

Nuovo Ingresso in Confederazione

BREAKING NEWS FROM C-CHANNEL ONE! 

"Con Grande Gioia, oggi il Concilio della Confederazione dei Pianeti Uniti, a Voti unanimi ha dato il benvenuto nella Confederazione al Pianeta Equos, nel Sistema di Kaid, nel Cuore della Confederazione!

L'Annuncio è stato dato oggi, dal Presidente di Fulcon, a termine di una lunga giornata di Votazioni. Come ricorderete, Equos ed i suoi abitanti sono stati di grande sostegno alle Forze Confederate nascenti, sebbene non parte attiva, contro l'Unità Grue ai tempi della Guerra Grue.

Oggi, i Neutrali abitanti di Equos hanno innalzato la bandiera Confederata accanto alla loro per la prima volta. L'Uno Qualunque, portavoce e rappresentante dei Neutrali, ha dichiarato "E' con totale indifferenza che compiamo questo gesto qualsiasi", che, a detta dei traduttori universali, è interpretabile come una frase di gioia, forse."

 
Nov04

Primo Monologo a Due

Primo Monologo a Due

“Mi piace la squadra, sono tutti ragazzi simpatici e alla mano. E poi mi vogliono tutti un gran bene!” disse Grazia, perfettamente a suo agio sul lettino da terapeuta che ormai conosceva bene.

L’analista era scettica: “Parlami di loro. Come sei giunta alla conclusione che ti vogliano così tanto bene? Dopotutto, nonostante la tua… peculiarità… non hai mai avuto una gran fortuna nei rapporti umani, giusto?”.

Sorridendo, Grazia rispose: “Beh, Al Maay mi ricopre sempre di attenzioni e gentilezze, anche se a volte ha delle uscite da sporcaccione. Però non è cattivo. È solo… beh, solo Al Maay!”.

“Mm-mh”, annuì la dottoressa, mentre prendeva appunti sul suo block-notes. “Continua”.

“C’è… ci sono… ehm… mi trovo bene anche con Acid Bubbles. È una… uno… che mi fa… fanno… mi diverto con Acid Bubbles, soprattutto quando si parla di musica.”

“Hai difficoltà nel rapportarti con uno Yaouvindi? Mi sembri titubante al riguardo”

“Ma no, no. È solo che col fatto che si tratta di più individui di più sessi tutto in uno, tendo a confondermi. E voglio starci attenta, perché non vorrei offenderla… offenderlo… offenderli… offend…”

“Ho capito, ho capito. Va avanti.” disse la dottoressa, sistemandosi gli occhiali.

“Dunque… vediamo un po’… ci sono Exedor e Keenan! Il primo è molto divertente, ci sono un sacco di cose che fraintende, poverino. Fa tenerezza. Mentre Keenan è fortissimo e fa delle mosse pazzesche. O almeno credo. Vedere il mondo tramite delle macchie elettromagnetiche può rendere la vita meno spettacolare. Comunque, tornando a loro due, mi hanno sempre protetta. Si vede che sono brave persone. Exedor è troppo… infantile, in senso buono ovviamente, per essere cattivo. Mentre Keenan è un leale servitore della sua Fede”.

“Ok… e poi?”

“Beh, poi c’è Lorne. Lui è tutto squamoso! Ed è sempre così elegante! Devo confessare che a volte mi sento un po’ a disagio a vestirmi sempre con la mia solita tunica, così semplice in confronto ai suoi abiti autografati…”.

“Firmati” la corresse la dottoressa.

“Cosa?” chiese la ragazza dai capelli rossi.

“Si dice "firmati", non "autografati".

“Ah, ok!”

Sfogliando i suoi appunti, la dottoressa disse, con tono rammaricato: “Quindi, ricapitolando, mi dispiace dirtelo, ma da quello che mi hai detto finora posso dedurre che Al Maay sia cortese con te perché è pieno di secondi fini nei tuoi confronti, mentre Acid Bubbles ti mette chiaramente a disagio con la sua natura multipla…”.

Allarmata, Grazia si affrettò a dire: “No, no! Non è così! A me Acid piace, davvero! È tanto buona con me, spesso mi proteggeva, diceva che ero l’Avatar di un Nihiqualcosa…”

“Proteggeva, diceva” la interruppe la dottoressa. “Parli al passato… pensi che non ti tratti più come prima? Pensi che si sia stancata di te?”.

“Oh, insomma! Basta così. Io considero Acid Bubbles una sorta di sorella, visto che finora è l’unica persona che sembra avere una natura in qualche modo simile alla mia!”.

“Ti prego, resta calma. Agitarti non è da te. Non più ormai. I tempi della polizia su Naples sono finiti. Tieni, bevi un tè. Rilassati e lasciami continuare.”

Vedendo Grazia annuire, la dottoressa proseguì la sua analisi.

“Dunque… tu consideri Acid Bubbles una sorta di sorella, eh? Beh, su questo torneremo a parlare in seguito. Piuttosto, tu hai un serio complesso d’inferiorità nei confronti di Lorne, mia cara. Anzi, posso dire senz’altro che hai tale complesso nei confronti di tutti. Dopotutto, qual è il tuo ruolo nella S.P.A.C.E. Inc? Porti fortuna. E come è possibile evidenziare questo fatto? Fondamentalmente non puoi. È impossibile dimostrare, che tu stia facendo effettivamente qualcosa per modificare il corso degli eventi a favore dei tuoi compagni, no?”.

“Ecco, io…” Grazia tentò di dire qualcosa, ma sapeva che in fondo la donna che aveva di fronte aveva ragione. “Immagino di non poter fare nulla per dimostrarlo…”.

“No” disse la donna. “No, non puoi. Ed ecco perché è sempre sembrato, e sempre sembrerà, che ogni colpo andato a segno, ogni schivata ben riuscita, sia merito loro. Tu questo lo sai bene, ed è da questa consapevolezza che nasce il tuo complesso, infondato, d’inferiorità nei confronti degli altri membri del gruppo. Di coloro che, fondamentalmente, ti considerano più una mascotte, un cucciolo da tenere nella borsetta, come quando avete partecipato a quel concorso musicale, ricordi?”

“Io… sì…” Grazia si sentiva mortificata, era sull’orlo delle lacrime.

“Bene! Ti ricordi che ruolo ti hanno dato? Quello della bella statuina! Chiusa in una gabbia di vetro rinforzato. Imprigionata. Perché non si fidano di te. Perché, fondamentalmente… ti odiano.”

“No, non è così!” esplose Grazia, “Sono stata io a dire loro che non sapevo né cantare né ballare, e la teca di vetro serviva per proteggermi! Perché loro mi vogliono bene!”.

“Certo, cara. Perdonami. Mi sono lasciata trasportare. Non sono stata… professionale… hai senz’altro ragione tu, e i pensieri di Al Maay e di Acid Bubbles che hai sentito durante l’ultima avventura erano senz’altro un’illusione che aveva lo scopo di seminare zizzania nel vostro gruppo…”

“I… i pensieri di Al e Acid… io… io non lo so…”

“Oh, ma certo che lo sai… non erano illusioni… era la verità. Lui brama solo il tuo corpo, se ne frega dei tuoi sentimenti, mentre quel mostro viscido non vede l’ora di scioglierti tutta, cancellando anche la più piccola traccia della tua esistenza. La creatura che tu consideri al pari di tua sorella… ma ecco, appunto. Parlami di tua sorella.” Disse l’analista. Con il viso, solitamente affascinante, deformato da un ghigno.

“Non mi va di parlare di lei piagnucolò Grazia. “Devo proprio farlo?”.

“Oooh, ma certo che devi, mia cara” le rispose Ira, “Devi dirmi tutto, solo così potremo arrivare alla radice dei tuoi problemi”.

“Io amo mia sorella.” Disse Grazia.

“Mm-mh, continua ti prego. Stai andando benissimo.”.

“Ecco, è la persona che più amo e che più stimo. È bella, astuta e sa farsi valere. Però, ecco… a volte si comporta nel modo sbagliato, fino ad arrivare a fare cose cattive.”

“Per esempio?”

“Per esempio quando eravamo al concorso musicale, a cena, dopo la rissa. Tu hai fatto strozzare una persona, e poi io sono dovuta andare a farle la manovra per non farla soffocare!” disse Grazia tutta d’un fiato.

“Ahahah! Quella è stata una scena memorabile. Da morire dal ridere!” sghignazzò Ira.

Grazia, nonostante la cecità, conosceva l’aspetto della sorella. Sapeva che era molto bella. E si stupiva ogni volta quando lì, in una delle stanze della loro psiche condivisa, dove i suoi occhi funzionavano bene e poteva vederla bene, la sorella assumeva un aspetto terrificante quando sogghignava. Era irriconoscibile.

“NON C’ERA NIENTE DI DIVERTENTE INVECE, SORELLA!” urlò Grazia alzandosi in piedi, cogliendo Ira di sorpresa.

Poi ritrovato il contegno e la calma proseguì: “Tu non sai cosa si prova a risvegliarsi dopo lo scambio, vedere qualcuno in difficoltà e sapere che, anche se solo in parte, la colpa e tua. Con tutti quegli sguardi severi puntati contro. Fin da quando ero piccola, dopo l’incendio dell’orfanotrofio. Sempre quegli sguardi. E i sussurri. Dio, quanto odio i sussurri. Sono positivi? Sono negativi? Riguardano me? O sono solo pettegolezzi da vecchie comari? È il non sapere la natura di tali sussurri che mi fa impazzire e mi distrugge. E il sentirmi continuamente impotente. Per non parlare di quei momenti in cui, quando gli altri dicono che io non faccio niente e che sono inutile. Lo sforzo, incredibile, che faccio per ripetermi che stanno scherzando, che non lo pensano veramente. Mentre nel profondo della mia anima arrivo a pensare che magari hanno ragione, arrivo a dubitare dell’effettiva esistenza di qualche mia capacità. In quei momenti io mi lacero dentro, sorrido e abbraccio tutti. Se dimostrerò loro che gli voglio bene, anche loro me ne vorranno, anche se pensano che sono inutile. Io… io sono sempre stata sola… e non voglio più esserlo!”.

Vedendo la sorella crollata in preda alle lacrime, Ira accorse subito verso di lei. L’abbracciò, e le fece ristendere sul lettino poggiandole la testa sulle ginocchia. Le tirò i capelli dietro le orecchie e, con tono materno, le disse dolcemente di non piangere.

“Sei tu che mi fai piangere!” singhiozzò Grazia.

Allora Ira le rispose: “Non esiste che una sorella faccia piangere l’altra. Non sono io a farti piangere. Sono loro che ti fanno piangere. E ti assicuro che prima o poi la pagheranno. La pagheranno tutti”.

Grazia avrebbe sicuramente ribattuto qualcosa, se non si fosse addormentata.

 
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